//La Corte di Giustizia Inglese conferma lo smog come causa in un caso di morte infantile. Sappiamo cosa respiriamo nelle nostre città?

La Corte di Giustizia Inglese conferma lo smog come causa in un caso di morte infantile. Sappiamo cosa respiriamo nelle nostre città?

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La triste storia della morte della piccola Kissi-Debrah avvenuta nel 2013 è destinata tristemente a far luce sul coinvolgimento diretto dello smog tra le cause di morte della piccola già affetta da asma.

A distanza di sette anni la Corte di Giustizia inglese ha potuto valutare la situazione clinica della piccola paziente e constatare che il decesso avvenuto in seguito all’ultimo ricovero sia stato causato anche dall’esposizione allo smog presente nel borgo londinese in cui risiedeva con la sua famiglia.

La sua storia è stata al centro di lunghe pratiche giudiziarie per ben sette anni, alla fine dei quali la corte di Southwark mediante un’analisi ha dato conferma del coinvolgimento materiale dello smog nell’accaduto.

Questa sentenza è senza dubbio la prima nel suo genere e ciò che maggiormente fa riflettere è la posizione assunta dai genitori che hanno affermato di non esser mai stati messi a conoscenza di pericoli rappresentati dall’inquinamento per la salute della piccola.

Questa condizione di non conoscenza e cattiva informazione sono purtroppo elementi preoccupanti per la società in cui viviamo e per le precauzioni che dovremmo prendere nei confronti dei luoghi in cui viviamo.

Il tema della sicurezza è un tema fondamentale all’interno dei dibattiti ambientali e non, ma fino a poco tempo fa, in assenza di sentenze esemplari come questa, il tutto restava circoscritto a studi e ricerche volte alla misurazione dei quantitativi di particelle nocive presenti nelle nostre città e alla stima degli effetti negative ripercuotibili sull’uomo.

Si sono adesso accesi maggiormente i riflettori sulle conseguenze reali della sovraesposizione allo smog e ricercare nell’immediato delle possibili soluzioni concrete per evitare che quanto accaduto possa ripetersi.

Grazie agli indici di qualità dell’aria, sviluppati negli ultimi tempi, è possibile calcolare lo stato complessivo dell’inquinamento atmosferico sulla base dei tre dei principali inquinanti presenti in atmosfera: PM10, O3, NO2. I valori limite tollerabili sono per per l’Unione Europea di PM10 50 μg/m3, per O3 120 μg/m3, per NO2 200 μg/m3 mentre le condizioni di salubrità consigliate dall’OMS (20µg/mc per il Pm10; 10 µg/mc per il Pm2,5; 40 µg/mc per il NO2). Alla luce di questi ultimi valori emerge che ben l’85% delle città italiane sfora ampiamente i limiti definiti classificandosi fra le più inquinate su scala europea.

Ma la soluzione è misurare queste particelle oppure cambiare i metodi di pianificazione urbanistica con regole ancora non scritte ma che tendano più che al profitto alla salubrità delle persone che ci vivranno? soluzioni che sicuramente non impatteranno negativamente o in maniera più onerosa nei progetti, ma che avranno l’obiettivo di rendere la città respirabile per l’uomo che la popola. La decisione di questa corte si spera serva a sensibilizzare verso la tematica salubrità dell’aria e verso una nuova regolamentazione urbanistica al fine di invertire lo scenario attuale e debellare questo grande male della società odierna.


The sad story of the death of little Kissi-Debrah in 2013 is sadly destined to shed light on the direct involvement of smog among the causes of death of the child already suffering from asthma.

After seven years, the English Court of Justice was able to assess the clinical situation of the little patient and ascertain that the death that occurred following the last hospitalization was also caused by exposure to smog in the London borough where she resided with her family.

Its history has been at the center of lengthy judicial procedures for seven years, at the end of which the Southwark court through an analysis confirmed the material involvement of smog in the incident.

This sentence is undoubtedly the first of its kind and what is most sobering is the position taken by the parents who said they were never made aware of the dangers posed by pollution to the child’s health.

This condition of lack of knowledge and bad information are unfortunately worrying elements for the society in which we live and for the precautions we should take towards the places in which we live.

The issue of safety is a fundamental theme within the environmental and non-environmental debates, but until recently, in the absence of exemplary judgments like this one, everything remained limited to studies and research aimed at measuring the quantities of harmful particles present in the our cities and the estimate of the negative effects that can be passed on to humans.

The spotlight has now turned more on the real consequences of overexposure to smog and to seek immediate possible concrete solutions to prevent what happened from happening again.

Thanks to the air quality indices developed in recent times, it is possible to calculate the overall state of atmospheric pollution on the basis of the three main pollutants present in the atmosphere: PM10, O3, NO2. The tolerable limit values ​​are for the European Union of PM10 50 μg / m3, for O3 120 μg / m3, for NO2 200 μg / m3 while the health conditions recommended by WHO (20µg / mc for Pm10; 10 µg / mc for Pm2.5; 40 µg / mc for NO2).In light of these last values, it emerges that as many as 85% of Italian cities largely exceeds the defined limits, ranking among the most polluted on a European scale.

But is the solution to measure these particles or to change urban planning methods with rules not yet written but which tend more than profit to the health of the people who will live there? solutions that certainly will not impact negatively or in a more costly way in the projects, but which will have the aim of making the city breathable for the man who populates it. The decision of this court will hopefully serve to raise awareness of the issue of healthy air and a new urban regulation in order to reverse the current scenario and eradicate this great evil in today’s society.

By |2020-12-18T11:04:35+00:00December 18th, 2020|Uncategorized|0 Comments

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Giorgia Tomarchio

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